19 giugno 2023

Nelle fauci dell'idiozia


La laurea ad Anthony Fauci è una totale idiozia, al pari di quella attribuita a George Soros.

m.c.

P.S. Dimenticavo che un tipo "abbronzato", come lo definì qualcuno, ebbe il Nobel per la Pace: preventivo, proprio come lo erano le sue guerre.



15 giugno 2023

Alla ricerca del male perduto

E adesso a chi la daremo la colpa di ogni male del nostro Paese?

m.c.

P.S. Vi siete indignati e strappati le vesti per il lutto nazionale: scelta opinabile, certo. Ma da che parte eravate quando chiedevano di mettere il bavaglio ai vostri figli e nipoti, quando hanno escluso milioni di lavoratori dalla società, quando hanno sottoposto la civiltà occidentale al più grande esperimento di massa della storia? Ecco, appunto. Non fatelo mai l'esame di coscienza, potreste scoprire chi siete davvero. 



12 giugno 2023

Mi consenta!

Nel bene e nel male sei stato l'ultimo grande personaggio della storia italiana.

m.c.




7 giugno 2023

Green pass mondiale

L'istituzione del green pass mondiale è l'ennesima bastardata ad opera di un manipolo di psicopatici. Ormai ho finito anche i vaffanculo.

m.c.

P.S. Nel gennaio del 2022 era necessario avere il green pass per andare (tra le altre cose) anche dal barbiere: non esitai un attimo a radermi i capelli a zero. Non ho mai fatto una sola dose del loro magico siero, mai un tampone e mai mi piegherò a tutto questo schifo. 


2 giugno 2023

Avete ragione voi!

Ma certo, perché continuare a ricordare i sublimi picchi di stupidità e cattiveria raggiunti in questi anni? Ma sì, la vita continua, nonostante tutto, nonostante voi. Tanto accadrà nuovamente, seppure in forme diverse. E data la vostra scarsa memoria, vi fregheranno, come sempre. Sono migliaia e migliaia di anni che va avanti così e voi non avete ancora imparato nulla. Possibile che la storia del genere umano sia davvero così noiosa e ripetitiva? Un padrone senza schiavi non è più tale, ma voi avete scelto la sottomissione.

m.c.

P.S. Caro Mario Draghi, da molti considerato il salvatore della patria, sono ben felice di essere uscito dalla società sin dal 2014, quella che tu e tanti altri prima di te avete plasmato secondo i desiderata del potere di cui sei espressione, e neppure una delle meglio riuscite.



28 maggio 2023

La libertà (secondo loro)

 Alla loro idea di libertà...


(5 settembre 2021)


(19 settembre 2021)


... preferisco quella di Luciano De Crescenzo: "La libertà, la libertà, pure 'o pappavallo l'addà pruvà."  (Così parlò Bellavista, 1984)

m.c.

P.S. Ma non vi sembra strano che un ex militante di Lotta Continua si esprima come un democristiano di lunga data? Ah, già, chiedo venia, avete ragione, sono solo uno sporco novax, pacifinto, negazionista climatico e complottista. Adesso vado a pulire lo scolapasta che ho sulla testa per proteggermi dalle onde del 5G che si propagano nell'atmosfera intorno alla Terra, rigorosamente piatta, ovvio. No, il video qui in basso non lo commento perché altrimenti mi viene il vomito.


(12 settembre 2021)

26 maggio 2023

La Meloni ha fatto anche cose buone!


Come allontanare dalla RAI, o mettere in condizioni di andarsene,  Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Lucia Annunziata e pochi altri.

Certo, sarebbe stato perfetto se fosse riuscita a liberarsi anche di questi due personaggi...




... che tanto rispetto hanno avuto nei confronti delle persone danneggiate dalla somministrazione del "salvifico siero".

m.c.


P.S. "Io penso che prima o poi lo Stato dovrà decidere di prendere un po’ di persone per il collo e farle vaccinare." (Lucia Annunziata, 6/12/2020). Vi risparmio invece le squallide letterine di Natale recitate da Luciana Littizzetto, comunque ancora su Youtube.
 

22 maggio 2023

Tu chiamala se vuoi democrazia


"Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L’adorazione delle apparenze si paga."

Henri-Frederic Amiel
(Frammenti di diario intimo, 1871.)


17 maggio 2023




(Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell'OMS)


Vi rendete conto del mondo in cui viviamo oppure avete bisogno di altro dolore per potervi svegliare?  Vi rendete conto che è stato già tutto programmato? Peccato per voi che al prossimo giro di questa giostra impazzita non permetterò a nessuno di dire che quelli come noi sono dei criminali, che devono essere uccisi da Bava Beccaris, reclusi in campi di concentramento, sciogliersi in una melma verde e altre amenità del genere. Peccato per voi che questa volta io sappia già cosa fare.

m.c.


13 maggio 2023

Vergognatevi, assassini!

Dall'imposizione del 'salvifico siero' alla pace da realizzare attraverso la guerra: complimenti davvero! Vergognatevi, assassini!

Massimiliano Cerreto

4 agosto 2022

AfroUber (e un bambino chiamato saggezza)


C'è un bambino: è bello, nero, ha 4 anni, si chiama Wisdom, saggezza in italiano. Gli ho stretto la mano. Questa però è la fine della storia.





Sono le 8 del mattino, sono al mare. Un mio amico di 76 anni, in condizioni di salute decisamente migliori delle mie, ha deciso di andare a raccogliere le cozze. Una mia coetanea e amica lo aiuta nell'impresa. Io no. Sto male. Troppo. Il perché non importa. Sono anche reduce da una notte insonne. Così mi congedo da loro con il mio bagaglio di rabbia di cui non hanno alcuna responsabilità, da cui ho il dovere di proteggerli.

25 i kilometri che mi separano da casa. 28 i gradi di temperatura. 84 gli anni di mio padre: troppi per chiedere che venga a prendermi, oltretutto in una zona a lui pressoché sconosciuta. Da solo amo stare, da solo devo risolvere la situazione.

2 kilometri di cammino dopo arrivo alla già assolata fermata del bus. Una ragazza, un ragazzo e un ragazzina: sono dell'est. Mi rassicurano che i biglietti si possono fare anche a bordo. Aspetto, ma invano. I giovani salgono a bordo di un'auto già stracarica, vanno via in 7. È quello che chiamo un AfroUber.

Devo stare fermo, aspettare, o almeno qualcosa mi suggerisce di non muovermi da lì. Arriva Immanuel, un cinquantenne del Ghana in Italia da 17 anni. Mi spiega che la Lombardia è il posto dove si trova più lavoro, ma il permesso di soggiorno permanente è difficile da ottenere quando i contratti sono a tempo determinato. Sì, a Napoli si trova qualcosa, la vita costa poco, si riescono a mettere da parte anche dei soldi. No, non c'è alcuna garanzia per il futuro, provvidenza forse, ma nessuna forma di previdenza. Immanuel vuole tornare in Lombardia.

Sono le 10:30. L'autobus non c'è, non arriva. Uno sì, ma non va nella direzione giusta. Compro una bottiglia d'acqua grande, faccio bere anche Immanuel: mi ringrazia con un sorriso perfetto. Il mio è ingiallito dal fumo. Siamo tutti fratelli e la vita è una ruota che gira, mi spiega il motivo che lo spinge ad essere onesto nonostante la tentazione di soldi facili e veloci sia molto forte da queste parti.

Mi ricordo dello stato di necessità, previsto dall'articolo 54 del codice penale. Non credo si possa applicare al mio caso, ma so di non poter resistere ancora a lungo sotto il sole. Scelgo anche io di avvalermi di AfroUber, auto guidate da persone di origine africana che forse la patente non ce l'hanno neppure, figuriamoci l'assicurazione. È così che incontro Wisdom, con la sua dolcissima madre.

Scendo a circa 8 kilometri da casa. Sto bene. Sono ancora in piedi, sulle mie gambe. Alleggerito dal peso di troppi inutili ricordi, alcuni vicini, altri lontani.


Massimiliano Cerreto


29 luglio 2022

Vite moleste e case di tolleranti


A Simona


Il militare non l'ho fatto, ma ho giocato anche io con i soldatini. Mi piaceva metterli tutti in riga, perfettamente allineati, quelli in piedi dietro e quelli accovacciati davanti. Tanto che rimasi sconvolto quando uno dei bambini del palazzo, solo di qualche anno più piccolo di me ma abbastanza per darmi l'illusione di essere 'grande', ruppe il mio geometrico ordine simulando un vero e proprio campo di battaglia. Ed era anche bello, ma questo non glielo dissi per orgoglio.

Perché l'ordine dà sicurezza, e le regole ci proteggono dalla paura del buio, da tutto ciò che si nasconde dentro e fuori di noi. Ma porlo in essere rischia spesso di dare luogo ad azioni aberranti. Anche senza ricondurre tutto alle categorie dell'apollineo e del dionisiaco, con buona pace di Kant e Nietzsche che spero mi perdoneranno, vivere è molesto. Gli esseri umani sono progettati per darsi fastidio a vicenda.

Come è molesto il rumore che fanno gli operai, da settimane impegnati ad allietare le ore più calde del giorno, soprattutto quelle dedicate al riposo. Ammetto che, sino a qualche giorno fa, avrei fatto di tutto per poter tornare alla mia (im)meritata siesta postprandiale: sembrava poco elegante scrivere che cado in un vero e proprio letargo. Avevo persino trovato conforto nel regolamento condominiale e nell'articolo 659 del codice penale. Ma poi?

C'è che ogni forma di repressione, per quanto apparentemente legittima, è destinata a fallire anche quando ha successo. Anche quando si invoca il diritto, in teoria un complesso insieme di regole volte a garantire una più o meno pacifica convivenza e nei fatti una pippa costruzione mentale, a prevalere non sono le norme codificate, ma la legge del più forte.

Ricordo una ragazza di un piccolo ma ricco paesino del veneto. Mi raccontò di quando murarono il centro sociale con tutti gli strumenti musicali all'interno. E ricordo un professore delle superiori della stessa località, anche consigliere comunale, commentare l'accaduto con un sorrisino ebete : certo, andava chiuso, così adesso i giovani non si fanno più le canne, non si ubriacano e non fanno rumore.

Certo, anche io preferisco Piazza Plebiscito come luogo aperto ai cittadini e turisti e non un gigantesco parcheggio abusivo, almeno era così negli anni della mia infanzia, ma privare Napoli (e il mondo) delle sue contraddizioni, talora anche tragiche, nei fatti, significa dare ancora più potere a chi è convinto che il proprio agire sia cosa buona e giusta, che sia un proprio dovere mondare (gli altri) da peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio. Che poi, mi sia perdonato il lapalissiano ragionamento, ammessa l'esistenza di Dio, non è forse in grado di difendersi da solo? E senza neppure dover pagare gli avvocati, per sua fortuna.

Da qui la guerra agli infedeli, dimenticando che lo siamo anche noi ai loro occhi. E non importa se la fede sia riposta in un'entità trascendentale, in un vaccino, in una squadra di calcio o qualsiasi altra cosa che sia oggetto di devozione.

Anche la parola tolleranza non mi piace, ad essere sinceri, nonostante l'abbia usata nel titolo. Preferisco comprensione, che è cosa ben diversa dal capire. Ovvero mi piace di più un mondo che comprenda al suo interno il diritto alla contraddittorietà, un campo di battaglia tra forze che spingono in direzione dell'ordine e altre in direzione ostinata e contraria, rispetto ad uno in cui non avere altra scelta che essere allineati.


Massimiliano Cerreto


P.S. Sono piccolino di statura, se proprio dovete, almeno mettetemi davanti...





7 luglio 2022

La bellezza è la bellezza dell'Altro.



Il desiderio dell'uomo è il desiderio dell'Altro, sosteneva Jacques Lacan, un tizio francese con cui ho litigato tante volte, ma a cui, in fondo, sono affezionato. E la bellezza? E se anche la bellezza fosse il desiderio dell’altrui bellezza? Certo, non sono mai stato bello, forse da bambino, ma solo i primi 4 anni: è mia madre la donna cui ho dato i miei anni migliori.

Dicono che sia soggettiva, la bellezza. Che sia negli occhi di chi guarda, aggiungono. Secondo me esiste davvero, come quella dei giovani. Non ho scritto gioventù: la giovinezza è atroce per noi comuni mortali. Ho scritto giovani, e intendo quelli alti, sani, forti, belli cui sembra andare sempre tutto bene, che vedi affacciarsi alla vita con l’aria di chi può avere tutto ciò che vuole e appare destinato alla felicità.

Il mondo è di chi è nato per conquistarlo, e non di chi sogna, a buon diritto, di poterlo conquistare, scriveva Fernando Pessoa, un tizio portoghese che ho amato tanto e che neppure il suo stesso immenso talento letterario è riuscito a salvare dall’autodistruzione. E allora penso ad una celebre poesia di Jacques Prévert, che io, che in francese so solo dire buongiorno e buonasera, pronuncio Pervert, forse perché ho la coscienza sporcata da anni trascorsi ad osservare la vita altrui senza vivere la mia. No, non spiavo le coppie al parco, di notte. Molto peggio: ero un giornalista. Guardone lo sono diventato usando i social network, da cui, presto o tardi finisco con lo scappare.

Quella poesia che inizia così: I ragazzi che si amano si baciano in piedi contro le porte della notte. Qual è allora il confine tra invidia e ammirazione, desiderio e brama? Nel frattempo, accendo una sigaretta e getto nel fumo i miei ricordi.

m.c.


6 luglio 2022

Dripping

La riconobbi prima ancora di conoscerla. Si era persa, proprio come me, in un luogo senza inizio né fine, un punto nel tempo e nello spazio ormai accartocciati su loro stessi.

m.c.



4 luglio 2022

Maturità, 30 anni dopo (4 luglio 1992 - 4 luglio 2022)


A 18 anni avevo ancora delle speranze, oggi provo solo disprezzo.

m.c.


P.S. Fui promosso all'esame di maturità con il minimo dei voti, e non perché lo meritassi davvero, ma solo perché i miei pagavano una retta da più di 4 milioni di lire all'anno. I trenta e lode all'università (pubblica) me li sono sudati, invece. E voi? L'esame di coscienza l'avete fallito miseramente.

E allora, non necessariamente in questo ordine, vaffanculo! Vaffanculo ai docenti di ogni ordine e grado che in ogni tempo mi furono sgraditi; alle puttane travestite da brave ragazze; agli amici che si sono esercitati nel lancio del coltello usando la mia schiena; ai medici che hanno abdicato alla loro funzione; ai prenditori di lavoro; a chi si sente legittimato da una divisa ad essere forte con i deboli e debole con i forti; ai camorristi e ai paracamorristi, pletora di incensurati che occultano le loro malefatte grazie alla fitta nebbia dell'opacità; ai filosofi delle supercazzole, con scappellamento a destra o a sinistra a seconda dell'opportunità politica; ai giuristi che hanno tradito la Costituzione; a quelli del è cosa buona giusta, è per il tuo bene, è per la tua sicurezza; ai maghi, santoni, guaritori e salvatori della patria del nostro tempo; a chi ha confuso giornalismo con propaganda; ai moderni kapò del green pass (sospeso, non abolito); a chi crede nell'invio e uso delle armi per ottenere la pace; al politicamente corretto; al pensiero unico; a chi mi ha messo al mondo; a me stesso per essere ancora qui. Credo di averne dimenticato qualcuno, ma a chi e a cosa importa più?

Al termine dell'esame orale, uscii e andai in una vicina salumeria: comprai un panino con i wurstel e una coca-cola. Tornai a scuola per salutare alcuni compagni di classe e, nel corridoio, mi scappò un rutto a dir poco fantozziano. All'epoca ero ancora una persona perbene e mi dispiacque. Oggi penso che sia stata una delle poche cose buone che ho fatto nella vita. Dopo Tangentopoli, l'undici settembre 2001, il ventennio Berlusconi, internet, l'euro, l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970) e la psico-info pandemia, penso che non saremo seppelliti da una gigantesca risata, ma da una fetida scorreggia.

1 giugno 2022

La fantasia al potere? Meglio una birra calda e una pizza fredda...


Te la faccio breve perché non ho voglia di scrivere: la fantasia al potere è una grandissima stronzata. Perché il mondo rispecchia già le fantasie perverse e malate di uomini e donne che di umano hanno poco o nulla. E allora meglio una birra calda e una pizza fredda sulla spiaggia o mangiare mortadella nel cesso.

m.c.

P.S. Chiedo venia per le dotte citazioni cinematografiche anni '80: anche il mio immaginario è alquanto compromesso.

16 marzo 2022

Boom!

We will rock you, rock you little snake,
We will keep you snug and warm.
(Genesis, Supper's ready)



Hey tu, creatore di mine vaganti: lo sai che non riuscirai più a disinnescarci?

m.c.




8 gennaio 2022

Orfeo, Euridice e la caverna di Platone


Non voltarti indietro. Anche ammesso che tu riesca ad uscire dal mondo di ombre in cui siamo stati gettati, la presunzione di liberare gli altri dalle catene della menzogna, e mai come in questo momento storico esse sono più evidenti, ha conseguenze letali. Euridice doveva morire e nessun amore, per quanto grande, poteva salvarla. E per quanto grande possa essere anche l'amore nei confronti della verità, solo in pochi, pochissimi al mondo sono in grado di guardarla negli occhi.

m.c.

25 dicembre 2021

Natale o strage degli innocenti?

"Vaccinare i bambini è il miglior regalo di Natale che possiamo fare a loro e alle loro famiglie. Credo alla scienza, a quello che dice gente come Anthony Fauci o Alberto Mantovani, non alle chiacchiere di certi politici". Guido Bertolaso, 25/11/2021.

14 ottobre 2021

Il potere, questo sconosciuto

 

(La natura del potere)    

Il potere è un'eggregora, un'entità metapsichica avente un proprio statuto ontologico distinto da quello degli individui che le hanno dato vita. Proprio la peculiarità del suo essere, l'assenza di un corpo materico, permette ad esso di andare al di là dei limiti del tempo e dello spazio e di mutare forma. È privo di anima, privo di consapevolezza di sé, ma tendente alla autoconservazione, un po' come un virus, che alcuni scienziati definiscono un organismo ai margini della vita.

Il potere legittima se stesso, a prescindere dagli individui o gruppi sociali che lo rappresentano: non c'è stato alcun vuoto nella transizione dalla prima alla seconda repubblica e da essa all'attuale tecnocrazia globalista. Contro un nemico immateriale, privo di divise o bandiere, l'unica arma è la consapevolezza. In primis della nostra reale natura, che è spirituale, anche se ci identifichiamo con i nostri corpi, che sono oggetto oggi dell'attacco più evidente, ma non il più duro. 

(Dove abita la coscienza?)  

Uno dei temi cui mi sono occupato più frequentemente negli ultimi anni è la distinzione tra essere ed esistere. Le conclusioni cui sono arrivato però mi appaiono oggi insufficienti al fine di individuare il luogo dove risiede la coscienza.

L'essere, nella sua dimensione naturalistica, coincide con la vita biologica e può svolgersi in un solo tempo ed in un solo spazio, quello del corpo. L'esistenza (exsistere), pur essendo manifestazione dell'essere, non risente di tali limiti. Ad esempio, più del 10% degli account di facebook appartiene a persone ormai defunte. Rimangono immagini e parole, ovvero le rappresentazioni diacroniche delle loro vite. L'esistenza può addirittura prescindere dall'essenza (o dall'esserci, dasein, ma in un'accezione differente rispetto a quella di Heidegger) se si pensa a personaggi immaginari, come quelli dei cartoni animati o dei videogiochi.

Posta questa distinzione, la consapevolezza di noi e del mondo appartiene alla sfera dell'essere oppure a quella dell'esistere? Identificando il termine psiche con la coscienza, si potrebbe essere portati a pensare che essa attenga alla dimensione dell'esistenza: esisto nella mente delle persone che mi hanno incontrato; esisto in ogni tempo e luogo che ho vissuto, come nei ricordi di infanzia; esisto già nel futuro che immagino.

Eppure, senza la dimensione corporea, senza un essere in grado di osservare se stesso e di manifestarsi nel tempo e nello spazio, anche quello immaginato e immaginario, non può esserci alcuna psiche/coscienza.

Preferibile allora identificare la consapevolezza con il termine greco psyché (ψυχή), che racchiude in sé tanto l'aspetto meramente mentale quanto animico.

(Dentro o fuori la prigione?) 

La coscienza è relazione del nostro essere con tutto ciò che è dentro e fuori di noi: ecco il punto d'arrivo. È essere ed esistere allo stesso tempo. E l'anima?

Non c'è alcuna prigione! Il primo passaggio necessario che ho dovuto compiere è stato proprio in direzione contraria alla concezione del corpo come prigione dell'anima. Perché relegare l'anima all'interno del corpo se le scienze hanno dimostrato che viviamo immersi all'interno di un campo di informazioni? La realtà stessa è un campo di ipotesi sul reale e tali ipotesi sono fortemente condizionate sia dallo spazio e dal tempo che occupiamo sia da una serie di modelli originari, o archetipi, che precedono la nostra nascita.

Le relazioni da cui origina la consapevolezza (del e) di sé non solo sono molteplici, ma implicano elementi che non siamo in grado di isolare ed individuare perché situati nel profondo della nostra psiche. 

(Il potere dell'inconscio)

Non è un caso se Jung vide nella figura di Hitler la personificazione del volksgeist (spirito del popolo) germanico. Neppure un caso se Mussolini affermò: "Io non ho creato il fascismo, l'ho tratto dall'inconscio degli italiani". Ciò che sta accadendo oggi è l'affermarsi (ancora una volta) dello stesso archetipo, ma con l'aggravante del contagio psichico su scala globale derivante da infernet internet e da mezzi di comunicazione di massa tecnologicamente più avanzati rispetto a quelli in possesso della Germania nazista.

(Cambio di regime) 

Immaginare un mondo in cui tutti siamo uguali è aberrante. L'uguaglianza sostanziale di cui all'articolo 3 (secondo comma) della Costituzione è possibile solo attraverso il rispetto delle differenze individuali, non il loro livellamento.

Immaginare un mondo in cui vi sia consapevolezza della propria reale natura e in cui si possa vivere in armonia con i propri bisogni animici è invece una necessità. Anzi, è un'urgenza. La guerra in atto non finirà in un giorno e neppure con l'abolizione del green pass. È una battaglia che vede coinvolte e contrapposte forze immateriali estremamente potenti. Ciò che ci è concesso, ancora una volta, è scegliere quali di queste far prevalere, con la consapevolezza che l'equilibrio è un concetto dinamico, non statico. Ancora una volta ci è concesso capire chi siamo davvero.

Massimiliano Cerreto

P.S. Benvenuto nel gioco dell'universo.


4 ottobre 2021

È febbre di crescenza (L'Oltreuomo ai tempi del green pass)

 

Quando ero bambino e costretto a letto dall'influenza di turno, mia madre mi ripeteva: non ti preoccupare, è febbre di crescenza. È ciò che sta accadendo anche oggi? La tragica fase storica attuale è un momento di crescita su scala globale? 

Per quanto suggestiva, la tesi della ciclicità del tempo, presente nella cultura greca e anche in altre tradizioni, ha ancora ragione di esistere? Perché rimanendo entro i confini di essa non vi è alcuna possibilità evolutiva. Si pensi alla teoria dell'eterno ritorno di Friedrich Nietzsche, spiegata in modo esemplare nel breve monologo finale di K Pax. 

Eppure è proprio il concetto di eterno ritorno il limite più grande al concepimento dell'Oltreuomo: se, dopo una fase di espansione, tutto tornerà uguale allo stadio iniziale, quale evoluzione potrà esservi? Plausibile che Stanley Kubrick, che conosceva bene il pensiero nicciano, scelse di andare al di là di tale limite per rappresentare la nascita dello Ubermensch nel finale di 2001: Odissea nello spazio.

In un'ottica evolutiva, il tempo non può che assumere una forma spiraliforme. C'è chi, nella politica del green pass, la più restrittiva del mondo, ravvisa uno dei tanti corsi e ricorsi della storia e pone analogie con il regime fascista. Ma, al netto della palese incostituzionalità e antigiuridicità del lasciapassare, al netto della sua inutilità ai fini della prevenzione/riduzione del contagio, al netto della sua natura coercitiva, voglio che l'accento rimanga sul tempo. Mi chiedo, allora, se stiamo vivendo quello ineluttabile dell'angelo della storia.

 

(Paul Klee, Angelus novus, 1920)


"C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo. Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi. Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta." Walter Benjamin
 
Dubito che abbia origine paradisiaca la tempesta eco-transumanista, di cui il green pass è espressione. Non l'unica se si pensa alla carta di credito che misura la sostenibilità ambientale dei consumi individuali e alla progressiva abolizione del contante che la renderà indispensabile per ogni transazione. E chi si farà giudice del credito pro capite di anidride carbonica? E quali i presupposti affinché tale credito venga elargito? Il paradosso del pagare per l'aria che si respira è davvero tale? Guai a pensare che si tratti solo di 'gretinate'.
 
Dubito anche che saremo spazzati via. Più probabile che avvenga una speciazione allopatrica, ovvero una separazione tra una umanità ancora legata ad un plurimillenario sistema di potere ed un'altra che ad esso si oppone, costretta pertanto ad un regime di clandestinità o emarginazione.
 
Facile comprendere che la oltreumanità cui auspicare e tendere non è né l'una né l'altra. Il presupposto perché possa nascere è l'integrazione, non la separazione e neppure l'innaturale l'annullamento delle differenze come nella cultura gender. È stata la presunzione di poter recidere in modo chirurgico e asettico il legame dell'uomo dalla dimensione spirituale/metafisica a determinare la condizione attuale.  Senza dimenticare la sua progressiva alienazione dal mondo della natura.
 
Ludwig Wittgenstein volle escludere la dimensione metafisica dai suoi ragionamenti (questo il senso della sua celebre proposizione di ciò che non si può parlare si deve tacere) e finì con il portare la logica al suo punto di rottura; Hans Kelsen, intenzionato a trovare la forma pura del diritto, scevra da ogni elemento di carattere giusnaturalistico (che non avesse un fondamento nel diritto positivo/codificato), e una norma da cui discendesse la validità di tutte le altre, finì con l'ipotizzare la grundnorm (norma fondamentale) che ha proprio natura giusnaturalistica e su cui si fonda il diritto internazionale; Immanuel Kant, desideroso di liberare gli uomini dalla morale, finì con il teorizzare l'imperativo categorico, che si esprime nella proposizione devi perché devi; Pitagora uccise il suo migliore allievo, Ippaso da Metaponto, per aver scoperto l'elemento irrazionale nell'ordine dei numeri: la separazione non può che portare all'aporia.
 
Apollineo e dionisiaco, ordine e caos, fisica e metafisica, razionalità e irrazionalità, maschile e femminile: ecco cosa bisogna integrare. Persino le apparentemente inconciliabili concezioni dell'essere di Parmenide ed Eraclito possono essere armonizzate, a condizione che si comprendano i loro rispettivi ambiti. L'essere di Parmenide esiste al di là del tempo, nella vacuità di cui parlano i buddhisti, appartiene all'eterno, mentre l'essere di Eraclito abita il mondo della natura ed è in perenne divenire. E chi se non Polemos, il dio della guerra, governa tale mondo?
 
L'Oltreuomo, osservato nella prospettiva dell'essere in divenire, è ipotesi da realizzarsi, tensione evolutiva. Nella prospettiva dell'eternità, in cui sono contemplate tutte le possibilità, è già nato e mai nato. E il luogo in cui abitiamo è sia Sein (essere/realtà) sia Sollen (dover essere/idealità): siamo ciò che pensiamo di essere durante la febbre, chi vorremmo essere un giorno e ciò che rimane di noi una volta passata.
 

Massimiliano Cerreto


3 ottobre 2021

Les anarchistes, Leo Ferré



Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
In gran parte spagnoli chi lo sa mai perché
Penseresti che in Spagna proprio non li capiscano
Sono gli anarchici
Han raccolto già tutto
Di insulti e battute
E più hanno gridato
Più hanno ancora fiato
Hanno al posto del cuore
Un sogno disperato
E le anime corrose
Da idee favolose
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Figli di troppo poco o di origine oscura
Non li si vede mai che quando fan paura
Sono gli anarchici
Mille volte son morti
Come è indifferente
Con l'amore nel pugno
Per troppo o per niente
Han gettato testardi
La vita alla malora
Ma hanno tanto colpito
Che colpiranno ancora
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono e se dai calci in culo c'è da incominciare
Chi è che scende per strada non lo dimenticare
Sono gli anarchici
Hanno bandiere nere
Sulla loro Speranza
E la malinconia
Per compagna di danza
Coltelli per tagliare
Il pane dell'Amicizia
E del sangue pulito
Per lavar la sporcizia
Non son l'uno per cento ma credetemi esistono
Stretti l'uno con l'altro e se in loro non credi
Li puoi sbattere in terra ma sono sempre in piedi
Sono gli anarchici

 

Leo Ferré (1969)

2 ottobre 2021

Non abbiate paura

 

Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. (Vangelo secondo Matteo) 


30 settembre 2021

Fermo!

 

La ribellione violenta è esattamente ciò che chiedono per legittimare la repressione armata. Quindi fermo! Stai fermo!


m.c.

27 settembre 2021

È cosa buona e giusta (un paio di palle!)

 

Non sopporto l'arroganza di chi impone agli altri la propria visione del mondo legittimando il proprio agire secondo il paradigma del: è cosa buona e giusta. Certo, svelatosi al mondo l'inganno delle religioni, oggi l'espressione è diventata: è per la tua sicurezza.


m.c.

 

P.S. Smettetela di cacare il cazzo agli altri. Grazie.


26 settembre 2021

Guerra? Non nel mio nome!

 

Hanno gettato le basi della guerra civile. Cascherai anche tu nella trappola?


m.c.

22 settembre 2021

... e sono rimasto qui tutto il tempo.

 

"attraversare un mare medievale,
lottare contro un drago strabico,
ma di draghi, baby, non ce ne sono più."

(Felicità, Lucio Dalla)




Non me lo ricordo più perché mi innamorai di lei. Forse per una forma di masochismo: i maschi lo sanno quando non hanno alcuna speranza. Certo, la versione ufficiale era che... Aspetta! Ora che ci penso, non c'era alcuna ragione: ci si innamora e basta. Già, la pelle bianchissima, i capelli lunghissimi, il taglio orientale dei grandi occhi color nocciola; ma lo sai anche tu che sono tutte puttanate. Ci si innamora quando si ha voglia di parlare dolcemente a se stessi usando un altro nome.

Che carattere avesse? Mai capito: all'epoca gli ormoni avevano il sopravvento su tutto, roba che Priapo era un impotente al confronto. No, davvero, non lo so che persona fosse, ma la percepivo come una divergente. E a me piacevano i divergenti. Come il tipo con il nasone ed i capelli grassi che mi mise in bocca la prima sigaretta e l'altro, un gigante buono di quasi due metri, che mi fece innamorare della batteria tamburellando con le penne durante l'ora di matematica.

E non so nulla della vita che ha vissuto negli ultimi 30 anni e neppure perché l'abbia cercata su facebook pochi minuti fa. Forse perché la vita continua anche senza di noi, senza volerlo o saperlo. E allora si diventa nostalgici, persino di un amore non corrisposto, di un tempo in cui non si era liberi, ammesso esserlo mai stati, ammesso poterlo mai diventare: Cerreto stai zitto, Cerreto stai seduto, Cerreto alla lavagna, Cerreto, Cerreto, Cerreto. Ma andatevene a fare in culo miei cari professori, anche se probabilmente la maggior parte di voi è già morta. Comunque, anche da vivi, non eravate un granché. E non lo eravamo neppure noi, goffi e impacciati nei nostri cappotti troppo grandi, a nascondere sotto il banco diari farciti di frasi d'amore, scarabocchi e altre idiozie che allora ci sembravano importanti.

Torneresti indietro con la maturità di oggi? Io no. Mi stavano già tutti sul cazzo a 15 anni, figurati con la consapevolezza odierna. E no. A differenza di Holden Caulfield, l'idolo di noi disadattati cronici, non li salverei gli innocenti che rischiano di cadere nel burrone ai margini di un campo di segale. Perché ero innocente anche io e guardate cosa mi è successo a non essere precipitato. Non abbastanza almeno. Perché di angeli caduti non ce ne sono più: qui solo tanti poveri cristi all'alba dell'apocalisse.

Certo, c'era lei, con i suoi diciassette anni, la voglia di andare a pattinare nella villa comunale e il sabato sera a fare i pompini nascosta dalla luna e dagli scogli del lungomare. E adesso c'è lei, appoggiata al davanzale della finestra al secondo piano, con il golfino di lana bianco e i riflessi del sole di ottobre nei capelli. E ci sono io a dirle: ciao, sono Massimiliano e sono rimasto qui tutto il tempo.


Massimiliano Cerreto